Bene. Si (ri)comincia così, cambiando template.
Oggi ho fatto il biglietto per Malta. Sono passati 4 anni da quando l'ho lasciata, da volontaria, e meno volontariamente ci torno per un colloquio.
Dovrei insegnare italiano con le cult.
Per non dimenticare, parte 1.
Alle due di notte, quando le posate sono state già asciugate e la sala risulta ordinata così come l'hai trovata, il mio primo pensiero, e perchè no, forse anche l'ultimo, è stato quello di rullarmi una sigaretta. Seduta comodamente nella poltroncina che accoglie il culo morbido del capo eseguo nell'ordine: cartina-filtroinbocca-tabacco-lecco. Ecco, lecco.
Si può avere una birra?
Viziata dai giornali credo di assistere ad una rapina: con la scusa della birra sta voce fintamente timida uscirà fuori un coltello e ci intimerà di dargli tutti i soldi della cassa, che è vuota.
Ma trovo il suo viso da angelo macchiato caffè e i suoi occhi di chi ancora della vita ha visto solo le cose più belle.
La birra, certo, si, grande o piccola? Piccola, Moretti. Moretto, come te ho pensato,
Qunat'è? Che ne so, sarà un euro e cinquanta.
Dieci euro.
Abbiamo il resto? No, non ce l'abbiamo, la cassa è vuota.
Te la offro io?
Ma come?
Incredibile, il mio portafoglio è uguale alla cassa del ristorante dove lavoro.
Non è poi tanto incredibile.
In qualche modo troviamo il resto, apro la sua birra e sorrido, prendo le mie cose, saluto le colleghe e vado via, esco prima di lui.
Mi chiama. Hai da accendere? Certo.
Marlboro light, non mi sbaglio.
Sei stata davvero molto gentile, Sorrido ma non riesco a dirlgi niente.
Metot in moto la macchina e vado via, dallo specchietto vedo che è solo, a piedi, sul lungobuiomare.
Mi fermo? No. Mi fermo? No cazzo no. Mi fermo? Ma dai è piccolo? Mi fermo? Appunto perchè è piccolo, che male può farti? Mi fermo? No. Mi fermo? Ho già fatto 2 km quando mi accorgo di fare inversione a U.
Non lo ritrovo.
Fazzu 'n libbru
chinu di tia
de to manu
a to ucca
a cammisa stirata
i pantaloni novi
e tu
non sulu non viri a mmia
ma
mentri ca leggi
non viri mancu a ttia
A.Bonanno
M'auttai.
Che me ne faccio delle storie di una sera? Non si guadagna niente, magari solo un orgasmo che alla fine puoi benissimo procurarti da sola.
Cerco l'intelligenza, il genio. Cerco invano.
Forse non esiste, forse si è resa invisibile ai miei occhi a causa di sortilegio subito (vedi sotto). E non sono stata io, M ti sbagli. Io credo che in quel caso abbia fatto tutto tu. Anzi a proposito, ho letto qualche giorno fa in un libro che quello che hai fatto tu è dovuto ad un peso che non riuscivi a sostenere. E questo peso era il mio, anche se ora sono visibilmente dimagrita.
Magari l'estate prossima sarò così leggera che nemmeno mi farò afferrare.
Scritto ascoltando Altrove - Morgan
e quindi da lunedì si prende quella strada del bivio che mi si era presentata più volte. e non parlo di omosessualità. è riscatto.
Scritto ascoltando Tango - Paolo Conte
Potrei fare come Isabella Ferrari in Amatemi. Scoparmeli tutti e poi incontrare l'uomo della mia vita: un allenatore di basket..ricco, 40enne, belloccio e soprattutto innamorato di me. A cui piaccio sul serio.
Solo che, secondo copione, mio marito dovrebbe abbandonarmi.
Qualcuno vuole sposarmi e poi lasciarmi?
Scritto ascoltando Contessa miseria - Carmen Consoli
Cazzoconfusi? No grazie.
E io me la rido.
Rimane l'asilo, il setting, cambia solo il co-protagonista.
E io me la rido, quando capisco di aver frainteso.
Devo convincermi che non gira tutto intorno a me.
Quella è la vodafone.
Scritto ascoltando Sicilia bedda - Roy Paci e Aretuska
tanto lo so. la fine si conosce, non si inventa.
appena becco quel coglione che mi ha fatto la mavaria, gli strappo le palle e me lo mangio. crudo.
Scritto ascoltando Leningrad - Dikly Muzhchina